Pizza e cocktail: a Palermo il format creativo Bake and Shake 0

PALERMO. La pizza incontra la mixology e nasce un dialogo gastronomico nuovo, sorprendente e decisamente contemporaneo. A Palermo prende forma Bake and Shake, evento che ha messo a confronto due mondi creativi solo apparentemente lontani: quello del forno e quello dello shaker. Il risultato è un’esperienza sensoriale che supera i tradizionali abbinamenti con birra o vino e apre la pizza a nuove prospettive di degustazione.

L’appuntamento si è “consumato” da Cagliostro, nel cuore del capoluogo siciliano, dove il “pizza chef” Marco Sciarrino ha costruito un percorso di pizze pensate per dialogare con i cocktail firmati dal bartender Fabrizio Candino di Sartoria – Miscelazione Democratica. Non un semplice accompagnamento, ma un vero e proprio lavoro di progettazione congiunta tra cucina e bar.

Un nuovo linguaggio per la pizza contemporanea

Negli ultimi anni la pizza ha intrapreso un percorso evolutivo che la porta sempre più vicino all’alta gastronomia. In questo contesto, la sperimentazione sugli abbinamenti diventa uno degli strumenti più interessanti per raccontare nuovi linguaggi culinari.

“Bake and Shake” nasce proprio con questo obiettivo: contaminare tecniche, ingredienti e sensibilità creative. L’idea è quella di considerare i cocktail come “piatti liquidi”, capaci di amplificare o contrastare le sensazioni della pizza, creando combinazioni inattese ma armoniche.

«Con Bake and Shake abbiamo voluto uscire dalla comfort zone della pizza tradizionale», spiega Marco Sciarrino. «Ogni impasto e ogni topping sono stati pensati per dialogare realmente con il cocktail, non per limitarsi ad accompagnarlo».

Il percorso degustazione tra forno e shaker

Il viaggio gastronomico si è aperto con “Ricordo di Wellington”, una nuvoletta di pasta fritta ripiena di crema di funghi, laccata con senape delicata e completata da carpaccio di Black Angus affumicato al faggio, riduzione di Nero d’Avola e scaglie di tartufo nero. In abbinamento il cocktail Invite, un aperitivo ispirato all’ospitalità italiana a base di rosolio di bergamotto, aperitivo al pane raffermo, succo di cedro e una delicata gasatura.

A seguire “Tartufo e Latte”, pizza tonda realizzata con farine macinate a pietra e grano parzialmente germogliato, con fior di latte campano, stracciatella di bufala, tartufo nero, burro montato al Parmigiano, salvia e nocciole tostate. Il pairing è stato affidato a 1861, cocktail gastronomico con Americano Savoia, tintura di Parmigiano Reggiano 24 mesi e soda all’origano, capace di richiamare e valorizzare le note lattiche del piatto.

Il percorso è proseguito con “Finocchio & Arancia”, pizza sottile e croccante da 180 grammi ispirata alla tradizione romana. Il topping combina fiordilatte campano, Tuma Persa, carpaccio di finocchio al pepe timut, acciuga di Aspra, polvere di olive, arance siciliane e finocchietto. In abbinamento il Fluffy Garibaldi, reinterpretazione del grande classico della miscelazione italiana con spremuta di arancia siciliana, bitter e una texture soffice ottenuta con lecitina di soia.

Gran finale con “Un Cappuccino in Veneziana”, brioche con farina di tipo 1 e leggere note di cacao, farcita con crema al cappuccino e completata da polvere di cacao e chicco di caffè. Il dessert è stato accompagnato dal cocktail Cotone, a base di tequila, mezcal, tè oolong essiccato con vapori di latte e pompelmo rosa.

L’impasto come firma identitaria

Alla base delle pizze di Cagliostro c’è una ricerca tecnica precisa. L’impasto nasce da un blend di quattro farine selezionate, con tipo 0, tipo 1, semi-integrale da grano germogliato, farro integrale, soia e crusca tostata. L’idratazione al 72%, la doppia lievitazione a temperatura controllata e la cottura a 450 gradi seguita da asciugatura a bocca di forno garantiscono una pizza leggera e fragrante, capace di mantenere struttura e croccantezza anche durante la degustazione.

Il menù della pizzeria è organizzato come un percorso narrativo tra diverse interpretazioni dell’impasto: dalle Montanarine fritte e poi ripassate al forno alle pizze sottili della linea Welcome to Rome, fino alle preparazioni in teglia del Ruoto di Cagliostro e alle pizze gourmet delle Capsule Collection stagionali.

Il futuro del format

Il successo della prima edizione apre ora la strada a un nuovo capitolo. Il prossimo appuntamento sarà infatti ospitato da Sartoria, dove il format verrà reinterpretato in chiave cocktail bar. In quella occasione il menu sarà pensato per una fruizione più informale, con pizze e preparazioni in formato finger, ideali per accompagnare la miscelazione.

Un “viaggio di ritorno” che conferma come il dialogo tra pizza contemporanea e cocktail possa diventare uno dei territori più dinamici della ristorazione di oggi. Tra impasti creativi, ingredienti identitari e drink costruiti come piatti liquidi, la contaminazione tra forno e shaker sembra appena iniziata.

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