
Una sera qualunque, via Fratelli Bronzetti, Milano. Entri, c’è gente che parla, qualcuno ride tanto. Non è un posto silenzioso, è un posto dove si mangia e si sta bene.
Da Davidino Cucina Romana è uno di quei ristoranti che non cercano di convincerti. Se ti piace, bene. Se no, amici lo stesso. Il nome è il suo. Davidino. E lo vedi girare tra i tavoli, non fermo in un angolo a controllare. Si siede cinque minuti, si alza, chiede com’è andata, dice che domani forse cambia un piatto perché gli è venuta un’idea. Non è una strategia, è il suo modo di stare lì.
In cucina la linea è chiara: piatti romani fatti come devono essere fatti. Carbonara, cacio e pepe, supplì, carciofi alla giudia, coda alla vaccinara. Poi ogni tanto spunta qualcosa che non era previsto, perché a Davidino andava di farlo.
Non c’è la sensazione di un menu blindato, più quella di una cucina che si muove. Sfogliando la carta trovi gli gnocchi con le puntarelle e le alici, la pasta alla puttanesca, le pennette alla vodka. Anche piatti non propriamente romani, semplicemente perché a lui piacciono così. È questo che arriva al tavolo: una certa leggerezza, la sensazione che non tutto debba essere perfetto per forza. Tavoli vicini, atmosfera viva, nessuna rigidità. Un posto normale, nel senso migliore del termine.
I lunedì per single
C’è poi un’altra faccia del locale. Il lunedì sera si organizzano eventi a numero chiuso, come le serate “Diversamente Single” (in programma il 23 febbraio e il 2 marzo), in cui uomini e donne che non si conoscono si siedono allo stesso tavolo per cenare insieme e magari evitare l’ennesimo “caso umano”.
Su ogni tavolo c’è un campanello. Se la conversazione prende una piega imbarazzante o semplicemente non funziona, entra in scena una sessuologa pronta a intervenire e a sciogliere la tensione. È un gioco, ma neanche troppo. Un modo per rendere meno pesante una cosa che spesso lo è.
Le feste che riempiono le discoteche
Davidino è anche l’ideatore delle feste “Diversamente Giovane”, partite quasi per scherzo e diventate serate piene nelle discoteche italiane, da Milano a Roma fino a Bari. Musica di anni fa, persone che ballano senza preoccuparsi troppo di come appaiono, piatti romani in mezzo e persino controlli medici per la prevenzione tra una canzone e l’altra.
Un’idea che potrebbe sembrare strana, ma che alla fine dice una cosa molto semplice: divertirsi non scade.
La cosa che colpisce è che non esiste una versione diversa di Davidino per ogni contesto. È lo stesso in sala, alle feste, sui social dove conta oltre 50 mila follower. Diretto, a volte impulsivo, sempre riconoscibile.
Forse è proprio questo il punto. In una città dove molti locali si somigliano e cambiano pelle a seconda del pubblico, Da Davidino resta uguale a sé stesso. Può piacere o meno, ma sai cosa stai trovando. E oggi, tra tante aperture un posto vero e genuino riesce ancora a farsi notare.


















