C’è un nuovo Ambasciatore del Gusto in Sicilia: lo chef di Demenna Rushan Xhafaj 0

In Sicilia gli Ambasciatori del Gusto salgono a dodici con l’ingresso nella prestigiosa Associazione nazionale di Rushan Xhafaj, chef e patron di Demenna – Luogo di Ristoro, insieme alla moglie Martina Dodeci. Il ristorante si trova sui Nebrodi, a San Marco d’Alunzio, ha aperto due anni fa e ha già ottenuto importanti riconoscimenti. Nel 2024 Demenna Luogo di Ristoro è stato inserito da TheFork Awards tra le migliori novità della ristorazione italiana. A un anno dall’apertura è arrivata inoltre 1 Forchetta nella Guida 2026 dei Migliori Ristoranti d’Italia di Gambero Rosso.

Adesso questo nuovo ingresso rafforza la rete siciliana di professionisti della ristorazione e dell’accoglienza impegnati nella tutela e nella valorizzazione del patrimonio agroalimentare ed enogastronomico dell’isola. Tra loro gli chef stellati Martina Caruso e Massimo Mantarro, lo chef Luca Miuccio e, per il territorio messinese, Francesco Arena, Pasquale Caliri e Lillo Freni.

«Entrare a fare parte dell’Associazione è per me motivo di grande orgoglio. Con “Demenna – Luogo di Ristoro” cercheremo di dare il nostro piccolo contributo a una causa così grande. Ambasciatori del Gusto è un’Associazione che si è presa l’onere e l’onore di dare il giusto peso alla gastronomia italiana, – afferma Rushan Xhafaj – gastronomia e non cucina, perché del gusto non fa parte solo la cucina in senso stretto, bensì tutto quello che vi gravità intorno: dal produttore al consumatore, dai diritti del cuoco all’integrità della filiera. L’idea di un’Associazione che possa prendersi carico di un settore così importante per la nostra cultura e sostenerlo in ogni suo aspetto è fondamentale, quanto incredibilmente impegnativo», conclude lo chef.

Martina e Rushan

Essere parte di una rete che riunisce professionisti impegnati nella valorizzazione del patrimonio gastronomico italiano significa per lo chef portare all’interno di un circuito nazionale non soltanto la propria storia professionale, ma anche quella di San Marco d’Alunzio e dei Nebrodi.

Il percorso professionale di Rushan Xhafaj

Di origine albanese, lo chef approdato in Sicilia, porta con sé le radici di una cultura gastronomica fatta di convivialità e grandi tavolate familiari. Cresce professionalmente nel Nord Italia, dove costruisce la propria formazione fino ad arrivare ad ALMA, la Scuola Internazionale di Cucina Italiana. È qui che prende forma un percorso destinato a portarlo in alcune delle cucine più importanti del panorama internazionale. Tra le esperienze più significative c’è quella al Palato Italiano con il suo mentore Filippo Sinisgalli, quindi il Miramonti l’Altro di Philippe Léveillé e l’esperienza con Matteo Vigotti. Il percorso prosegue in Inghilterra, nel ristorante Waterside Inn di Michel Roux, tre stelle Michelin, per arrivare infine nei Paesi Baschi, dove Xhafaj assume il ruolo di Executive Chef dell’Arima Hotel di San Sebastian. Un bagaglio internazionale che Rushan decide di riportare in Sicilia insieme alla moglie Martina Dodeci. La scelta conduce la coppia sui Nebrodi, a San Marco d’Alunzio, paese di origine della moglie, dove nel 2024 nasce Demenna.

Demenna Luogo di Ristoro

Il nome del ristorante racconta una storia. Demenna richiama infatti l’antica denominazione di San Marco d’Alunzio e diventa il simbolo di un progetto che mette al centro il rapporto con il luogo. Da una parte ci sono le radici nebroidee di Martina, dall’altra l’eredità balcanica di Rushan. In mezzo, una formazione italiana costruita nelle cucine di grandi chef e un’esperienza internazionale che diventa oggi strumento per interpretare la Sicilia. La cucina di Demenna parte dalla materia prima, dalla stagionalità e dal rapporto con i produttori. Gli ingredienti del territorio vengono trasformati attraverso tecnica, ricerca e sensibilità, senza perdere il legame con la loro identità. È una cucina contemporanea, ma profondamente territoriale, che guarda ai Nebrodi come a un patrimonio da conoscere, interpretare e raccontare. Ed è proprio questo il valore aggiunto del progetto: trasformare l’esperienza gastronomica in un racconto più ampio, fatto di paesaggi, cultura, persone, memoria e nuove visioni.

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