Lunedì 02 Agosto 2021

Dal cioccolato all'avocado, ecco i cibi della felicità

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ROMA. Il cibo nutre e cura anima e corpo. Lo stress, dovuto anche alla necessità di stare in casa, ci spinge  a concederci momenti e coccole speciali, a partire dall’alimentazione. 

La biologa nutrizionista Sara Cordara, specialista in scienza dell’alimentazione e nutrizione sportiva, rivela i dieci cibi che possono cambiare il nostro umore.

Il cioccolato fondente è il vero cibo del buonumore, un antidepressivo naturale: il suo aroma incantevole, misto al suo contenuto in triptofano e teobromina, ci trasportano subito in un mondo più sereno, stimolando le endorfine e aumentando la produzione di serotonina, il famoso ormone della felicità.

La frutta secca, come noci, mandorle e nocciole, ricchi di vitamina B1, acido folico e zinco, combattono gli stati depressivi. 

Così come il pesce azzurro (alici, sardine, acciughe) che, ricco di omega 3, influenza lo sviluppo del sistema nervoso e il rilascio di serotonina e dopamina, l’ormone dell’euforia.

“Da non sottovalutare l’effetto di semi di sesamo e zucca e dell’avocado: la tirosina che contengono aumenta la dopamina, migliorando il nostro stato emotivo” commenta la dottoressa Sara Cordara “Per il rilascio di dopamina, sì a barbabietole, quinoa e cereali integrali (pasta, riso, pane) che aumentano il senso di benessere grazie alla betaina". 

"Senza dimenticare lo zafferano, in grado di restituire il buon umore grazie al colore che regala ai piatti e a sostanze come safranale e crocina, ottimi precursori di dopamina e serotonina”.

Importante è anche il ruolo della vaniglia e melagrana, ricchi di ossitocina, l’ormone dell’amore che accresce vicinanza ed empatia verso il prossimo, rinsaldando e facilitando i legami affettivi e temperando la tensione. 

A donare serenità anche i semi di girasole che, grazie a magnesio e vitamina B6, riducono stress, ansia, nervosismo, sbalzi d’umore e stanchezza.

Stanchezza, sfinimento e sbalzi d’umore. Secondo l’OMS la “Pandemic fatigue” colpisce il 60% degli europei. Uno stato di crisi che si può combattere anche a tavola, con gli alimenti giusti e le pratiche di benessere più adatte. 

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