Abitudini alimentari degli italiani, cresce il consumo di alimenti integrali e bio 0

ROMA. Abitudini alimentari degli italiani. I dati arrivano a seguito del sondaggio di fine anno Coop Nomisma e dalle previsioni sui consumi 2019 del Rapporto Coop, redatto dall’Ufficio Studi di Ancc-Coop (Associazione Nazionale Cooperative di Consumatori).

Il quadro che emerge è di speranza, cambiamento e ripresa, più ottimisti sono gli under 35 e i consumatori del Sud e delle isole che si contrappongono a un Nord decisamente più scettico. E se il 27% degli interpellati si dice convinto che nei prossimi 12 mesi l’economia accelererà di contro il 19% è sicuro invece che l’Italia entrerà in recessione.

Abitudini alimentari degli italiani: più farina integrale e prodotti da agricoltura biologica

In merito alla spesa alimentare gli italiani si dichiarano “convinti di spendere di più” in tutte le voci merceologiche del settore. In particolare il 25% degli intervistati è convinto che investirà di più nell’acquisto di prodotti a base di farina integrale, il 21% nei tradizionali e il 19% nei bio salutistici.

Tra i timori c’è l’aumento per la spesa relativa a bollette e utenze (41%), i costi per carburante e in generale per il trasporto (31% mentre era 18% nel 2018), servizi sanitari e spese per la salute (24%, era 21% l’anno scorso). Nonostante questo, gli italiani, almeno l’83%, non rinunciano ai viaggi e all’acquisto di grandi elettrodomestici, arredamento (entrambi per il 55%).

Diminuiscono i consumi per i prodotti ‘veg’ (il 45% dichiara che o non lo consumerà affatto o ne ridurrà il consumo, solo l’11% in aumento), per i senza glutine e lattosio (il 47% non li consumerà o li ridurrà, solo il 10% in aumento) e per i senza sale (il 29% non lo consuma o lo diminuisce, solo il 13% in aumento).

Sul fronte invece della ristorazione, nel 2019 gli italiani preferiranno i ristoranti di cucina tipica e della tradizione (in aumento per il 19% e in diminuzione per il 10), a discapito dei fast food (in aumento solo per il 10% degli italiani ma in diminuzione per il 21%) e dei ristoranti etnici (crescono per il 9% e diminuiscono per il 15%).

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