Calogero Morgano e Luisa Agostino portano i Nebrodi a Terra Madre 0

Ci sono territori che si raccontano soprattutto attraverso ciò che portano in tavola. I Nebrodi sono uno di questi: un paesaggio dove montagne, boschi e mare custodiscono una biodiversità straordinaria e dove razze autoctone, prodotti agricoli e antichi saperi continuano a rappresentare un patrimonio gastronomico da proteggere.

Il 25 settembre, i Nebrodi approdano a Torino. “I Sapori dei Nebrodi e delle Razze Siciliane” è il nome della cena evento in programma a Torino, nell’ambito della sedicesima edizione di Terra Madre Salone del Gusto, in programma dal 24 al 27 settembre.

A rappresentare il territorio saranno Calogero Morgano, patron de La Carrubba di Sant’Agata di Militello e membro dell’Alleanza Cuochi Slow Food, e Luisa Agostino, allevatrice e macellaia de La Paisanella di Mirto. Due figure che, da prospettive diverse ma complementari, condividono la stessa idea di cucina: quella che parte dalla materia prima, dal lavoro quotidiano di chi la produce e dalla necessità di preservare un patrimonio che rischia di scomparire.

Al centro del racconto ci sarà soprattutto il suino nero dei Nebrodi, razza autoctona che proprio grazie al lavoro di allevatori come Luisa Agostino è riuscita a sottrarsi al rischio di estinzione e a conquistare un posto tra le produzioni tutelate da Slow Food. Un animale profondamente legato al territorio, allevato allo stato brado o semibrado, che restituisce attraverso le sue carni il carattere di un ambiente unico.

La cena si aprirà con una selezione delle produzioni de La Paisanella: dal prosciutto crudo Riserva 40 mesi al capocollo, dalla salsiccia secca al lardo di suino nero dei Nebrodi, fino alla provola di alpeggio. Un itinerario attraverso salumi e formaggi che mette al centro il lavoro artigianale e il rapporto diretto con la materia prima.

A raccogliere il testimone sarà poi la cucina di Calogero Morgano, chiamata a trasformare le eccellenze del territorio in un racconto gastronomico capace di dialogare con il presente senza recidere il filo della memoria.

«Voglio ringraziare Slow Food Sicilia per l’invito. Per noi sarà un onore rappresentare il Parco dei Nebrodi», racconta Morgano. Nel menu troveranno spazio due piatti particolarmente rappresentativi della sua cucina: la battuta di picanha modicana con capperi di Salina, robiola affumicata e lardo di maialino nero e i maccheroni fatti in casa con farina di perciasacchi coltivata in Sicilia, trafilati al bronzo e conditi con il sugo di suino nero dei Nebrodi.

Proprio i maccheroni rappresentano per l’oste santagatese una possibile nuova sfida sul fronte della tutela delle produzioni locali. La loro forma caratteristica, diversa da quella di altre tipologie di pasta diffuse in Italia, racconta infatti una tradizione specifica del territorio nebroideo.

«Il mio auspicio – sottolinea Morgano – è far conoscere sempre di più questa specialità e avviare un percorso di riconoscimento dei “Maccheroni dei Nebrodi” come nuovo Presidio Slow Food, per tutelare, custodire e tramandare un prodotto che rappresenta un’autentica espressione della nostra cultura gastronomica».

La partecipazione a Terra Madre diventa così per i Nebrodi qualcosa di più di una semplice vetrina gastronomica. È l’occasione per portare fuori dai confini dell’isola una cucina fatta di biodiversità, memoria e lavoro, mettendo allo stesso tavolo chi alleva, chi produce e chi trasforma.

Un modello di gastronomia in cui il cuoco non è soltanto interprete, ma diventa anche custode di un territorio, e in cui un piatto può trasformarsi in uno strumento per raccontare una comunità, proteggere una razza autoctona e mantenere viva una tradizione.

L’appuntamento con “I Sapori dei Nebrodi e delle Razze Siciliane” è per il 25 settembre nello spazio Slow Food Sicilia, in Piazza Vittorio Veneto, a Torino, dove i Nebrodi porteranno la propria identità nel cuore di Terra Madre.

Articolo precedenteProssimo articolo

Lascia un commento

Most Popular Topics

Editor Picks