
C’è una storia siciliana che comincia da una fabbrica di coni e arriva oggi a otto gelaterie. È quella di Don Peppinu, impresa guidata da Peppe Flamingo che ha costruito la propria identità attorno a un’idea precisa: il gelato non si limita a essere venduto, ma si produce ogni giorno nella bottega, partendo dagli ingredienti.
È il modello del “Gelato Verace di Origine Siciliana”, definizione con cui l’azienda racconta un metodo fondato su materie prime selezionate, lavorazioni proprietarie e mantecazione quotidiana. Non un ritorno nostalgico al passato, ma il tentativo di mettere insieme origine e tecnologia.
«Andare all’origine non significa tornare al passato – spiega Peppe Flamingo – ma tornare a scegliere la materia prima e a bilanciare il gelato, usando le conoscenze e gli strumenti di oggi».
A Modica si prepara, in bottega si manteca
Il cuore organizzativo del sistema è a Modica, dove vengono effettuate le lavorazioni preliminari. La frutta secca viene tostata, raffinata e trasformata in pasta; la frutta viene lavorata nel momento più adatto della maturazione e conservata attraverso il freddo. Qui vengono inoltre preparati i premix di zuccheri e stabilizzanti previsti dalle ricette.
Il passaggio decisivo avviene però nelle singole gelaterie. È qui che gli ingredienti freschi incontrano le basi e dove vengono preparati la miscela e il gelato, poi mantecato quotidianamente.

Una scelta che comporta costi e organizzazione più complessi rispetto alla produzione centralizzata, ma che per Don Peppinu rappresenta una condizione essenziale per puntare sulla freschezza. «Il gelato fatto nella bottega, mantecato e servito in tempi brevi ha una consistenza e una qualità diverse», sottolinea Flamingo.
La ricetta è codificata, l’ingrediente cambia
Il punto più interessante del metodo sta forse qui: la ricetta può essere precisa, la materia prima agricola no. Pistacchi, mandorle, fragole e limoni cambiano in funzione del raccolto, della maturazione, degli zuccheri naturali e del profilo aromatico.
Per questo il lavoro del gelatiere non consiste soltanto nell’applicare una formula, ma anche nel leggere l’ingrediente e adattare il bilanciamento. Zuccheri, stabilizzanti, temperature, tostatura e conservazione diventano strumenti per valorizzare la materia prima senza coprirne le caratteristiche.
Il territorio è protagonista in diversi gusti: mandorle di Noto, limoni di Siracusa, cioccolato di Modica Igp e latte della provincia di Ragusa. Non mancano eccezioni dettate dalla ricerca della qualità, come le nocciole piemontesi.

Dal pistacchio alla sperimentazione
Pistacchio, mandorla, agrumi siciliani, fragolina dell’Etna e cioccolato di Modica sono tra le espressioni più legate all’identità del marchio. Accanto ai gusti ormai riconoscibili, la ricerca continua con proposte stagionali.
Nel 2026 è arrivato Doppiu Pistacchio, realizzato con il 20% di pistacchio lavorato internamente in diverse fasi, dal prodotto crudo alla tostatura. La consistenza si colloca tra il gelato e una crema da cucchiaio.
Su un registro più goloso si muove invece Signor Calacauso, a base di arachide, che trova una delle sue declinazioni nel CalaTaco, con cialda, mou, cioccolato al latte e arachidi salate.
La “putìa 2.0” guarda oltre la Sicilia
L’espansione di Don Peppinu iniziata con una fabbrica di coni e arrivata oggi a otto botteghe (Palermo, Catania, Taormina, Ortigia (Siracusa), Marzamemi, Marina di Ragusa, Marina di Modica, Ragusa), non segue però la logica della crescita a ogni costo. Dopo una prima fase di aperture e partnership anche lontane dall’isola, l’azienda ha scelto di consolidare la presenza siciliana e procedere con maggiore cautela.
L’obiettivo è portare il modello oltre la Sicilia, scegliendo città con una forte cultura gastronomica e consumatori attenti alla provenienza degli ingredienti. Ma la crescita, nella visione di Flamingo, deve produrre valore anche nell’isola: più botteghe significano più lavoro a Modica, maggiori acquisti presso produttori e fornitori e nuova occupazione.
È la “putìa 2.0”: la bottega siciliana di vicinato che si dota di laboratori, procedure e formazione, senza perdere il rapporto diretto con il cliente.
Dal gelato ai grandi lievitati
Alla stagionalità del gelato si affianca poi “Marzapani”, progetto dedicato alla pasticceria siciliana e ai grandi lievitati. Una scelta che consente di dare continuità al lavoro del laboratorio anche nei mesi autunnali e invernali, evitando che l’attività e l’occupazione siano concentrate soltanto sull’estate.
Il gelato resta il cuore di Don Peppinu. Ma la sfida è ormai più ampia: dimostrare che si può crescere fuori dalla Sicilia senza recidere il legame con il luogo da cui tutto è partito.











