CIBOCuriosità

Liquido o solido, chiaro o scuro: come riconoscere un miele di qualità

PALERMO. Una vasta scelta di generi a volte crea confusione. Confusione dettata spesso dalla poca informazione o da una convinzione errata, frutto di stereotipi. Questo accade anche sulle materie prime che si consumano nel quotidiano. Prendiamo in analisi il miele. Il miele è un prodotto altamente naturale, una sostanza zuccherina prodotta dalle api a seguito della trasformazione del nettare dei fiori.

Come si riconosce un miele di qualità? In base a quali criteri scegliere la tipologia di miele da consumare senza perdersi tra la vastissima scelta di nomi, colori, etichette e sapori?

SOLIDO O LIQUIDO

Il più grande stereotipo – o forse dovremmo dire, la più grande idiozia – è quella  che considera un miele di qualità solo se liquido, come quello preferito da Winnie The Pooh. Idea sulla quale celebri marchi della grande distribuzione hanno costruito la loro fortuna. Si tratta di un mito assolutamente da sfatare.

La cristallizzazione è un processo assolutamente naturale ed è segno di ottima qualità del miele. Il fenomeno non si verifica in solo tre tipologie di mielel’acacia (o robina), il castagno e il miele di melata.

Tutti gli altri mieli devono cristallizzare e lo fanno, in tempi diversi, a seconda della loro composizione. In natura si trovano tantissime qualità (millefiori, ailanto, betulla, tiglio, tarassaco, di bosco, agrumi, eucalipto, alta montagna, menta, etc.)

MIELE, NON SOLO DOLCE…

Non tutti i mieli sono dolci. In natura ne esistono anche di amari o di salati. Ma anche di scuri e di chiari, di solidi e di liquidi, di cremosi e di granulosi. Ci sono poi mieli di nettare e mieli di melata, mieli uniflorali e mieli millefiori. Il colore del miele varia anzitutto dalla tipologia dei pollini raccolti dalle api e dalla razza delle api stesse. La colorazione deve essere il più possibile omogenea e priva di stratificazioni o separazioni.

QUALE MIELE SCEGLIERE

Scegliere un prodotto certificato biologico oppure direttamente da un apicoltore che può spiegare in prima persona il metodo di lavorazione. Accertarsi che si stia acquistando solo miele 100% italiano. E’ fondamentale leggere accuratamente l’etichetta dove sono riportate le informazioni base. In primis denominazione del prodotto; peso netto (grammi o Kg); nome o la ragione sociale del produttore. Ma anche sede (località dove si trova l’azienda) il numero di lotto; paese di origine del prodotto; termine massimo preferibile di consumo.

Su alcuni mieli prodotti da favi provenienti dall’estero si trova scritto: “miscela di mieli provenienti da vari paesi europei e extraeuropei” (e varianti possibili della stessa formula). Sono sconsigliati i prodotti industriali: in molti casi non state comprando del miele, ma dello zucchero travestito.

CERTIFICAZIONI

In Italia legge impone che il 100 % di ciò che finisce in vasetto debba essere prodotto dell’alveare e non sono ammessi residui di sostanze chimiche (come gli antibiotici o farmaci con cui vengono trattate le api ecc.). Molti produttori si avvalgono della certificazione BIO, che è un’ulteriore conferma della qualità del loro prodotto.

Va sottolineato che con Bio ci si riferisce alla procedura con la quale l’apicoltore ha allevato le api e al confezionamento del prodotto, in quanto neppure lo stesso produttore può sapere dove le sue api si siano posate nel raggio di 8 chilometri.

Esistono anche diciture territoriali D.O.P. (denominazione di origine protetta) sotto le quali vengono raccolti vari produttori, come ad esempio la D.O.P. della Sicilia, la D.O.P della Lunigiana, la D.O.P. Montefeltro, la D.O.P. Sardegna e la D.O.P. Varese.

 

CONSERVAZIONE

Affinché conservi le sue caratteristiche di bontà ed i suoi benefici per il corpo umano, è necessario conservarlo in un ambiente asciutto, ad una temperatura mai inferiore ai 20° C, meglio se al riparo dalla luce.

IL MIELE SCADE?

Il miele, oltre alla sua eccellenza nutrizionale, non va mai a male perchè è un alimento stabile, ovvero non è attaccato da batteri e muffe (organismi responsabili delle alterazioni del cibo).

 

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