Domenica 01 Novembre 2020

Verdello Fest 2019: La cucina al tempo dei Monsù e dei Gattopardi a Villa Palagonia

https://www.orogastronomico.it/immagini_news/09-06-2020/verdello-fest-2019-la-cucina-al-tempo-dei-monsu-e-dei-gattopardi-a-villa-palagonia-600.jpg
BAGHERIA (PA). Nello splendido scenario dei giardini di Villa Palagonia si rivive l'atmosfera e la suggestione della vita quotidiana delle ville settecentesche bagheresi, quando in cucina erano i Monsù a deliziare i commensali con i loro piatti robusti, dai sapori decisi. Mario Liberto, scrittore e storico della gastronomia siciliana, autore del libro "La cucina dei Monsù nel regno delle Due Sicilie", racconterà la cucina dei Monsù, protagonisti indiscussi di un periodo storico complesso e pieno di avvenimenti, artisti del gusto, capaci d’aver saputo mediare la cultura gastronomica Occidentale con quella Orientale.Monsù fu un appellativo, derivante dal francese "Monsieur" ovvero Signore (a Napoli e dintorni, erano invece detti Monzù). Il Monsù era colui che dava il tocco di eleganza ed originalità alle pietanze, signore e capo della cucina, da cui dipendeva la brigata, uno stuolo di professionisti e apprendisti. L’evento, realizzato in collaborazione con l'associazione CulturaLab (sodalizio impegnato nella tutela, conservazione, promozione e valorizzazione del patrimonio culturale, storico, artistico, monumentale, ambientale e delle tradizioni, degli usi e dei costumi della città di Bagheria, del suo comprensorio e della Sicilia) propone una teatralizzazione, con abiti d'epoca, della gastronomia, e delle stravaganterie della classe nobiliare palermitana e bagherese. Il giovane attore Pietro Buttitta interpreterà il Principe di Palagonia e con dei monologhi riporterà alla quotidianità della vita della Villa scandita dalla preparazione dei pranzi da parte del Monsù,  figura presente nella dimore di tutti i nobili siciliani dal '800 in poi. Il professore Luigi Romana, esperto di granite e niviere, preparerà con la metodologia del secolo scorso, utilizzando ghiaccio e sale la tradizionale granita siciliana, a cui seguirà la relativa degustazione. Inoltre verrà fatto degustare un altro dolce della nobiltà siciliana tanto caro al poeta Lucio Piccolo cugino dello scrittore Giuseppe Tomasi di Lampedusa, il delicato gelo di melone impreziosito con il fiore di gelsomino. La splendida voce di Patrizia Genova, con i suoi brani di musica popolare siciliana e napoletana dell’800, armonizzerà i vari momenti della teatralizzazione. Il verdello richiama la storia del sorbetto e della granita ed è fortemente legata alla Sicilia. La sua etimologia potrebbe derivare dalla parola araba “sherbet” (bevanda fresca). Dalla Sicilia ebbe dunque origine la fortuna del sorbetto e del gelato che si diffuse in tutta Italia ed in Europa, grazie all’abilità del palermitano Procopio de Coltelli. In Sicilia la cultura della realizzazione dei sorbetti e delle granite è millenaria. Gli Arabi e ancor prima i Romani, ci insegnarono come raccogliere la neve delle montagne (Madonie) dove d'inverno scendeva copiosa e i segreti per conservala. La neve compattata si trasformava in ghiaccio e nel  periodo estivo veniva tagliato a blocchi e posto in ceste rivestite di paglia e sale, con l’ausilio dei poderosi muli, veniva portato durante la notte in città, dove veniva  deposto in profonde fosse appositamente costruite nelle cantine e conservata per parecchi mesi. La Piana d’oro, grazie alla sua fertilità del terreno e il clima favorevole consentirono nel ‘500 la coltivazione della canna da zucchero che insieme agli agrumi, in particolare i limoni, fecero diventare questo lembo territoriale uno dei più vocati al mondo. I maestri gelatieri siciliani affinarono le nuove tecniche di preparazione e con la loro creatività migliorarono il prodotto finale dando vita a quelli che ancora nei secoli passati  venivano chiamati “sorbetti” e che sono alla base delle deliziose granite che ancora gustiamo in Sicilia. Da annotare che la tradizione della rinomata pasticceria e gelateria locale della Piana D'Oro affonda le radici in questi due importanti connotati storici: l'uno essere stata nei secoli a ridosso del Medio Evo luogo di estese piantagioni della canna da zucchero, coltura introdotta dagli arabi, e l'altra di avere costituito un rinomato distretto della coltivazione del limone. L’ingresso alla manifestazione è gratuito, previa prenotazione inviando una email all'indirizzo lapianadoro@gmail.com oppure telefonando dal lunedì al venerdi dalle 10 alle 12 al botteghino di Villa Palagonia tel. 091/932088.

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