Lunedì 21 Settembre 2020

Sciacca, Hostaria del Vicolo: dalle Radici all’innovazione

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SCIACCA (AG). Il mare nelle sue diverse declinazioni e sfumature, un legame saldo e forte che traspare con vivacità nelle proposte dell’Hostaria del Vicolo, ristorante che dal 1983 a Sciacca offre la propria interpretazione di una cucina prettamente marinara, ma non solo./Un’offerta gastronomica concreta, sincera e veritiera, senza troppi orpelli ma che punta dritto all’essenza della materia prima. Nei vari decenni trascorsi dall’apertura ad oggi, le declinazioni culinarie hanno seguito una consequenziale evoluzione interpretativa, che comunque non ha mai dimenticato le proprie origini, ma che allo stesso tempo oggi riesce ad essere anche al passo con i tempi. Al’interno del ristorante di Nino Bentivegna coesistono le due anime: Radici è il menù della tradizione , quello in cui si può assaporare la storia culinaria saccense, Innovazione è invece il nuovo menù, pensato dai due giovani cuochi Lila Bentivegna e Angelo Principato, che vogliono offrire la loro visione di Sicilia contemporanea.Il filo conduttore delle due offerte sta nel profondo legame con il territorio, nel rapporto speciale creato con i pescatori, che non sono semplici fornitori, e nella passione per il proprio lavoro. Elementi che non diminuisce con il passare del tempo, semmai cresce e accresce la voglia di trasmettere e comunicare attraverso ogni piatto una storia e un’emozione. Ciò che conta e ciò che resta impresso al termine di un pranzo o di una cena è l’esperienza fatta tramite la componente enogastronomica. I due cuochi, in quest’ottica, hanno declinato la loro visione di Innovazione, puntando sulla valorizzazione delle materie prime, conferendo loro connotati e sfumature sensoriali che permettono di decontestualizzarli dalla visione tradizionale, arricchendoli di percezioni aromatiche e gustative interessanti.tartare di gambero rosa di Sciacca con crema di funghim castagne e pepe Timut Ed è così che la tartare di gambero rosa di Sciacca, servita con crema di funghi cardoncelli e castagne, viene resa frizzante dall’aggiunta del pepe Timut, che aggiunge consistenza e brio al palato./Grande attenzione alle tecniche di lavorazione degli ingredienti: la marinatura con sale marino, zucchero di canna e miele permette al crudo di pesce di mantenere sapidità ma crea un nuovo e piacevole equilibrio, supportato dall’abbinamento con salse e confetture. Menzione speciale per la scelta del piatto Thalass che permette di prefigurare un tuffo rigenerante e catartico nel mare blu di Sciacca."/Di piacevole interesse il mosaico di triglia, croccante, carnosa e perfettamente deliscata; pesce che non sempre trova il giusto riconoscimento all’interno dei menù dei ristoranti, in questo piatto trova il connubio vincente con il macco di fave secche e patata dolce, ma soprattutto con la “spicunedda”, cime di rape spontanee che impreziosiscono una portata molto interessante per presentazione ed equilibrio di sapori./ravioli di grano russello e tumminia ripieni di burrata, scampi e gamberi con bisque di gambero rosso I primi seguono percorsi differenti: è l’intensità olfattiva e gustativa della bisque di gambero rosso ad esaltare i ravioli di grano Russello e Tumminia ripieni di burrata, scampi e gamberi./spaghettone con razza, capperi e finocchietto su base di peperone snack e polvere di liquirizia Per gli spaghettoni con razza, capperi e finocchietto, su base di peperone snack, è la polvere di liquirizia ad offrire quel quid in più ad un piatto ben studiato."/filetto di merluzzo con dadolata di barbabietole, ortaggi e acqua di acciugaLa scelta del secondo segue la via della delicatezza, sia gustativa che cromatica, con un filetto di merluzzo cotto a bassa temperatura, servito con dadolata di barbabietole e aggiunta di acqua all’acciuga./Una spuma, molto soffice e non troppo invadente, di gorgonzola con pezzetini di pera, è l’abbinamento tanto interessante quanto poco usuale nella veste di predessert; per il dessert invece l’innovazione va in standby e torna con preponderanza la storia e le tradizioni del luogo in cui ci troviamo. L’Ovamurina è infatti un dolce tipico saccense, con origini che risalgono al 1500, creato dalle suore del Monastero della Badia Grande. Una sfoglia a base di uove, mandorle e cannella racchiude un ripieno di biancomangiare e zuccata. [gallery ids="28725,28722,28721"] In abbinamento alle diverse portate sono stati serviti Euphorya 2019, bollicina rosata da uve frappato dell’Azienda Casa Grazia; il Cataratto 2018 dell’azienda Feudo Montoni 2018 ed il Carricante 2017 - Eruzione 1614 di Planeta.

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