Lunedì 28 Settembre 2020

Il riso made in Sicily prodotto a Leonforte: è la scommessa vinta da Giuseppe Manna

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LEONFORTE. Gli è spuntato il sorriso quando le sue mani hanno raccolto la prima giumella di chicchi di un riso appena mietuto dai suoi campi. Una scommessa nata, quasi per caso, sei anni fa in un appezzamento di dieci ettari ubicato in contrada Pirato nell’agro di Leonforte, provincia di Enna. E' la terra di Giuseppe Manna, settantanni. Gli occhi segnati dal tempo, ma la forza di chi investe giornalmente anima e corpo nella propria terra. Una terra la cui memoria rurale non ha ancora cancellato le tracce genetiche di chi il riso l'occultò. Perché il riso in Sicilia veniva coltivato sin dal medioevo, quando gli Arabi lo introdussero in Sicilia. Ma per mano di Cavour, dalla fine dell’800 non venne più coltivato così da essere “prerogativa del suo Piemonte”, così malignamente si racconta. La bonifica ordinata da Mussolini ne cancellò i segni.

Contrada Pirato per sua ubicazione è definita ottimale per questa coltura, che non può far a meno di una grossa disponibilità di acqua. I terreni sono lambiti dal fiume Criso e dalla diga del Lago Nicoletti con acqua a volontà. L'idea di un “riso siciliano” già affascina. Era il 2009 quando Giuseppe Manna comodamente seduto sulla poltrona di casa sua davanti alla tv, fu ammaliato dalle parole di Carmelo Floridia, chef della Locanda Gulfi, in un'intervista rilasciata ai microfoni del Tg3. Stava descrivendo una sua ricetta a base di riso: «Mi piacerebbe usare solo prodotti della mia terra – commentò lo chef - ma qui in Sicilia riso non se ne coltiva affatto…”.

“Coltiverò riso!” Pensò Manna. Due anni dopo, ad ottobre, la mietitura. "Non fu proprio una passeggiata - spiega Giuseppe Manna -. Ero il primo a cimentarmi in questa nuova esperienza. Ma proprio per la mia caparbietà e spinto dalla curiosità ho consultato documenti storici, ho effettuato approfondite ricerche, fino a reperire la pianta più idonea per questo tipo di terreno: l'Arborio". Una passione condivisa con suoi figli Melania ed Angelo, quest'ultimo laureato in agraria, che insieme lavorano nell'azienda agricola di famiglia Agrirape. "Non potrò mai dimenticare l'immensa gioia provata quando ho raccolto il primo chicco di riso - ha commentato -. Ho pensato 'ce l'ho fatta'. La definisco una grande vittoria".

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