Giovedì 01 Ottobre 2020

Mauro Uliassi conquista tre stelle Michelin, in Sicilia festeggiano Ingiulla e Solofra

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PARMA. La Sicilia continua a brillare nel firmamento delle stelle Michelin: confermate per il 2019 le due stelle per gli chef iblei Ciccio Sultano (Duomo - Ragusa) e Vincenzo Candiano (Locanda Don Serafino - Ragusa), e per Pino Cuttaia (La Madia) di Licata. Confermano la stella 13 ristoranti: Martina Caruso (Signum - Salina), Giuseppe Biuso (Il Cappero - Vulcano), Tony Lo Coco (I Pupi di Bagheria), Patrizia Di Benedetto (Bye Bye Blues - Mondello), Giuseppe Costa (Il Bavaglino - Terrasini), Claudio Ruta (La Fenice - Ragusa), Craparo Accursio (Accursio Risorante - Modica), Domenico Colonnetta e Francesco Patti (Ristorante Coria - Caltagirone), Pietro D'Agostino (La Capinera - Taormina), Massimo Mantarro (Principe Cerami - Taormina), Giovanni Santoro (Shalai - Linguaglossa). A Catania conquista una stella Alessandro Ingiulla, con il ristorante Sapio, e una a Taormina al St George by Heinz Beck con Giovanni Solofra. Il Principe Cerami di Taormina conferma solo una delle due stelle.

La terza stella per Uliassi

La presentazione della 64esima edizione della Guida Michelin 2019 dei migliori ristoranti italiani, che conta ad oggi, 318 ristoranti una stella, 39 due stelle e 10 tre stelle, si è tenuta a Parma presso l’Auditorium Paganini. Mario Uliassi dell’Uliassi di Senigallia conquista la terza stella, delusione invece per Carlo Cracco che non prende la stella in Galleria a Milano mentre Antonino Cannavacciuolo ottiene una stella per ciascuno dei suoi bistrot di Torino e Novara. In questa edizione non ci sono invece stati nuovi Due Stelle, dopo i tre della scorsa stagione, mentre è ampio l'elenco dei nuovi mono stellati, ben 29.

Prendono una stella

Antonino Cannavacciuolo prende una stella sia al suo bistrot di Torino che di Novara; Confusion Lounge ad Arzachena (Olbia-Tempio), Chef Italo Bassi; Sapio, Catania. Alessandro Ingiulla; St George by Heinz Beck a Taormina (Messina), Giovanni Solofra; Quafiz a Santa Cristina d’Aspromonte, Reggio Calanria. Nino Rossi; I Due Camini di Borgo Egnazia, Fasano (Brindisi), Domingo Schingaro e Andrea Ribaldone; Bros’ a Lecce. Floriano Pellegrino e Isabella Potì; Caracol, Bacoli (Napoli). Angelo Carannante; Vitantonio Lombardo, Matera. Vitantonio Lombardo; Locanda Severino, Caggiano (Salerno). Giuseppe Misuriello; Casa Iozzia, Vitorchiano (Latina). Lorenzo Iozzia; Danilo Ciavattini, Viterbo. Danilo Ciavattini; Moma, Roma. Andrea Pasqualucci; La Tenda Rossa, Cerbaia (Firenze). Maria Probst e Cristian Santandrea; Il Giglio del trio Terigi-Rullo-Stefanini a Lucca.

Perdono la stella

Dodici ristoranti perdono una stella: Ilario Vinciguerra (Gallarate, Varese), Stazione di Posta (Roma), Antonello Colonna (Roma), Antica Osteria del Cameli (Ambivere, Bergamo), La Conghiglia (Arma di Taggia, Imola), San Giorgio (Cervo, Imola), Emilio (Fermo), La Clusaz (Gignod, Aosta), Castel Fragsburg (Freiberg, Merano), Armani (Milano), Magnolia (Roma) e il Dopolavoro (Venezia) di Giancarlo Perbellini. Quella italiana è la seconda guida più stellata al mondo, dopo l’edizione francese, con 356 stellati di cui 306 stelle, 41 due stelle e 9 tre stelle, nella guida rossa 2.

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