Venerdì 23 Ottobre 2020

Cuoche delle due Sicilie: soddisfatti Ciccio Sultano e Peppe Cannistrà, ora si guarda al Natale

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RAGUSA IBLA. Cuoche delle due Sicilie. Che ci sia tanta energia tra la Sicilia e la Calabria lo testimoniano anche le correnti che si formano nello Stretto di Messina che, scontrandosi, danno luogo a enormi vortici come quelli di  Scilla e Cariddi. La stessa energia si è palesata a I Banchi di Ragusa Ibla nella serata del 30 Novembre, quando lo chef Peppe Cannistrà ha ospitato Caterina Ceraudo, chef una stella Michelin del ristorante Dattilo di Strongoli, in provincia di Crotone. [caption id="attachment_12768" align="alignnone" width="960"] Peppe Cannistra? con Caterina Ceraudo e Marilina Paterno?[/caption] L’evento ha concluso il ciclo di appuntamenti dal tema “Cuoche delle due Sicilie”, ideato e voluto da Ciccio Sultano, patron de I Banchi e chef due stelle Michelin de Il Duomo di Ragusa Ibla: “Penso sia stato bello e importante riunire a I Banchi alcune delle cuoche che, oggi, rifanno grande la cucina delle Due Sicilie, intesa non come un museo delle cere, ma come un forte richiamo all’identità e alla modernità.”

Cuoche delle due Sicilie: inno alla ricercatezza al femminile in campo enogastronomico

Quattro in tutto le serate speciali svolte nel corso di questo 2018 che sono state anche un inneggiare alla bellezza, all’eleganza e alla ricercatezza al femminile in campo enogastronomico, con il valore aggiunto del creare connessioni e allo stesso tempo far emergere sfumature diverse tra la cucina proposta da Cannistrà e quella delle ospiti che si sono susseguite. [caption id="attachment_12760" align="alignnone" width="960"] Antonio Curra? e il Dreampink[/caption] E proprio in occasione della serata conclusiva, dalla punta dello Stivale allo sbarco sull’isola siciliana, la chef Ceraudo si è alternata a Cannistrà per la creazione di un menù che se da una parte ha messo in evidenza quelli che sono i punti di unione tra le due Terre, dall’altra ha fatto emergere differenze e particolarità. Ad accompagnare le diverse portate sono stati i profumi intensi provenienti dalle uve della Val di Noto che vengono pazientemente e sapientemente trasformate in vino da Marilina e Federica Paternò, le due sorelle della Cantina Marilina. [caption id="attachment_12771" align="alignnone" width="720"] Sketta cantina Marilina[/caption] A fare gli onori di casa Gabriella Cicero, in un ruolo che le risulta congeniale e spontaneo allo stesso tempo: il suo prendersi cura dei suoi ospiti, la sua accoglienza e gentilezza sono il valore aggiunto della serata. A dare quel tocco di brio e frizzantezza iniziale ci ha pensato invece Antonio Currò con un Dreampink, cocktail realizzato con Vodka belvedere, Champagne Veuve Clicquot, pompelmo rosa e sciroppo di vaniglia.

Il menù della serata

La prima portata porta la firma dell’ospite calabrese che apre con una piatto dal gusto forte e deciso: podolica, rose, topinambur e caffè; al piatto è stata abbinata l’ultima annata del moscato secco di Cantina Marinilina, il Cuè. [caption id="attachment_12770" align="alignnone" width="960"] Podolica, rose, topinambur e caffe?[/caption] Peppe Cannistra risponde con  zucca gialla, mazzancolle alici e caprino: un equilibrio tra dolcezza e sapidità che ben si accompagna con Sketta, il grecanico che più sorseggi e più diventa amabile. [caption id="attachment_12774" align="alignnone" width="960"] Zucca gialla, mazzancolle, alici e caprino[/caption] Il primo piatto è uno spaghettone borragine e ricotta preparato dalla chef Ceraudo che firma anche il secondo: Spigola, emulsione di spigola e limone candito. [caption id="attachment_12772" align="alignnone" width="960"] Spaghettone con borragine e ricotta[/caption] Per entrambi l’abbinamento è con il Bianco di Marilina del 2013: elegante e sontuso, pieno al naso e diverso in bocca, si sposa bene con il contesto barocco ma allo stesso tempo contemporaneo nel quale ci troviamo. [caption id="attachment_12766" align="alignnone" width="960"] Il bianco di Marilina[/caption] La conclusione non poteva che essere dolce: lo chef Cannistrà offre un connubbio tra polpa di pera, crema di latte e cialdina alla menta, la Ceraudo invece gioca più sui contrasti con Cioccolato bianco, liquirizia, aceto di lamponi e frutti rossi; il Gocce d'autunno 2014 della Cantina Marilina conclude la degustazione, un passito di nero d’Avola che più degli altri ci stupisce per i sentori particolari e per il profumo. [caption id="attachment_12769" align="alignnone" width="960"] Pera, latte e menta[/caption] Si conclude così questo ciclo di serate organizzate presso I Banchi, ma tante novità sono già in cantiere per il prossimo anno. [caption id="attachment_12763" align="alignnone" width="960"] Cioccolato bianco, liquirizia, aceto di lamponi e frutti rossi[/caption] Intanto, se in questo periodo vi trovate dalle parti di Ibla non potete non provare una delle tre varianti del panettone artigianale realizzato e proposto da Peppe Cannistrà e Ciccio Sultano: Tradizionale, Basileus Yblon e Siquilia. [caption id="attachment_12762" align="alignnone" width="960"] Ciccio Sultano[/caption] Il Natale avrà un gusto diverso!

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