Giovedì 01 Ottobre 2020

Cibo italiano apprezzato nel mondo, 2018 anno record per l'export

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ROMA. Cibo italiano che passione! Cresce il gradimento in ogni parte del mondo per i prodotti agroalimentari del Belpaese. Il 2018 è stato per l'Italia un anno record in termini di export per i prodotti alimentari. Stiamo parlando di cibo ma anche di vino, sulle tavole mondiali si è registrato un record storico per le esportazioni agroalimentari che  hanno raggiunto per la prima volta il valore di 42 miliardi di euro grazie all'aumento del 3%.   L'Italia chiude il 2018 con un bilancio di 5056 prodotti tradizionali censiti dalle Regioni, 294 specialità Dop/Igp riconosciute a livello comunitario e 415 vini Doc/Docg, la leadership europea nel biologico con oltre 60mila aziende agricole bio, 40mila aziende agricole impegnate nel custodire semi o piante a rischio di estinzione, la più’ vasta rete mondiale di mercati degli agricoltori sotto l’unica insegna con Campagna Amica e il primato della sicurezza alimentare mondiale con il maggior numero di prodotti agroalimentari con residui chimici regolari (99,4%).

Cibo italiano, protagonista della ripresa economica del Paese

I dati sono stato rivelato da Coldiretti che traccia il bilancio dell'anno appena concluso, sulla base delle proiezioni su dati Istat. Un risultato sorprendente che conferma le potenzialità del Made in Italy a tavola per la ripresa economica ed occupazionale del Paese. “L’andamento sui mercati internazionali potrebbe ulteriormente migliorare con una più efficace tutela nei confronti della “agropirateria” internazionale che fattura oltre 100 miliardi di euro utilizzando impropriamente parole, colori, località, immagini, denominazioni e ricette che si richiamano all’Italia per prodotti taroccati che non hanno nulla a che fare con la realtà nazionale”, ha affermato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che “a preoccupare è la nuova stagione di accordi bilaterali inaugurata dall’Unione Europea che, dal Ceta con il Canada al Giappone, sta di fatto legittimando il falso Made in Italy”.

Il maggior acquirente è la Germania

Lo stato che importa di più dall'Italia è la Germana, quasi i due terzi delle esportazioni agroalimentari interessano comunque i Paesi dell'Unione Europea, mentre fuori dai confini comunitari sono gli Stati Uniti il mercato di riferimento del cibo di casa nostra. I più ricercati nella tavole di tutto il mondo sono i prodotti base della dieta mediterranea a partire dal vino, ma il vero boom quest'anno lo hanno fatto gli  spumanti che salgono al 13% e raggiungono un valore delle vendite all'estero superiore a 1,5 miliardi durante l'anno. A seguire l’ortofrutta fresca che in valore fa segnare pero’ una leggera frenata del 4%, mentre buone performance vedono protagonisti i salumi, i formaggi con un incremento del 3% in valore e la pasta che aumenta del 2%. A rischio sono le altalenanti relazioni commerciali con gli Stati Uniti di Donald Trump mentre il settore continua a subire gli effetti negativi dell’embargo in Russia con il divieto all’ingresso di frutta e verdura, formaggi, carne e salumi, ma anche pesce, provenienti da Ue, Usa, Canada, Norvegia ed Australia con decreto dell'agosto 2014, appena rinnovato sino alla fine del 2019.

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