Lunedì 03 Agosto 2020

Agnello Pasquale di Favara, una ricetta tradizionale che mette tutti d’accordo

https://www.orogastronomico.it/immagini_news/01-06-2020/agnello-pasquale-favara-ricetta-tradizionale-mette-daccordo-600.jpg

FAVARA. Agnello Pasquale di Favara. Pasta reale e pasta di pistacchio: sono questi gli ingredienti principali di una delle preparazioni pasquali tipiche del territorio di Favara, in provincia di Agrigento. L’agnello pasquale, benché il nome potrebbe far aizzare vegetariani e vegani, è invece uno dei dolci tipici favaresi realizzato in occasione della Pasqua. A parlarcene è Annalisa Pompeo, founder di GoSicily – Sicilian Experience, amante della buona cucina, chef per passione e teacher di sicilian food all’estero. Proprio nei giorni scorsi Annalisa è stata impegnata nel laboratorio di cucina “Fai l’agnello e portalo a casa” rivolto ai bambini, i quali hanno appreso la tecnica di preparazione e realizzato in simultanea i loro piccoli agnellini, attività utile anche al fine di continuare a mantenere vive le tradizioni. [caption id="attachment_19219" align="alignnone" width="960"] Annalisa Pompeo con la giornalista Faith Willinger[/caption] “L’agnello Pasquale di Favara – ci racconta Annalisa Pompeo - città in cui sono nata e tuttora vivo, è realizzato con la pasta reale ed è farcito con pasta di pistacchio. La pasta reale - o pasta di mandorle - è ottenuta dalla lavorazione a caldo di mandorle tritate, acqua e zucchero (base tra l’altro di un altro dolce tipico siciliano: la frutta martorana); la pasta di pistacchio, invece, si ricava dalla lavorazione a caldo dei pistacchi ridotti in farina, acqua e zucchero. La sua particolarità è costituita proprio dall’incontro tra la pasta reale e la farcitura di pasta di pistacchio che rende il dolce davvero unico per aroma e intensità di sapori.”

Agnello Pasquale di Favara: una ricetta che risale al 1800

Tradizione vuole infatti che siano state le suore del Collegio di Maria del quartiere “Bàtia” di Favara le antesignane ideatrici di questo dolce tipico; una delle prime ricette di questa specialità, invece, è datata 1898 e apparteneva a un ricca famiglia della borghesia agraria e solfifera dell’Ottocento favarese. Proprio in virtù di questa tradizione Favara venne riconosciuta, ed è tuttora, la città dell’Agnello Pasquale e ogni anno, in prossimità della Santa Pasqua, è tradizione organizzare delle giornate di degustazione in onore del dolce “made in Favara” per offrire a golosi, turisti o semplici visitatori, la possibilità di ammirare la maestria con cui vengono elaborati gli agnelli da diversi maestri pasticceri: uno spettacolo di colori, forme e gusto che viene offerto agli ospiti durante le diverse serate dedicate alla degustazione. Ultima nota, dedicata alle decorazioni ai particolari che arrichiscono la preparazione: “Solitamente l’agnello pasquale viene decorato con un fiocchetto, un campanellino al collo e/o uno stendardo piantato sul dorso, oppure lo si può arricchire ulteriormente seguendo il proprio estro creativo: per creare, ad esempio, il manto di lana dell’agnello ci si può servire degli stessi colori alimentari usati per dipingere la frutta martorana oppure del fondente di zucchero e qualche perlina argentata da distribuire sulla pelliccia candida. La maniera più elegante e pregiata è senza alcun dubbio - conclude Annalisa -  quella di decorare il dorso dell’animale mediante una sac à poche contenente della pasta di mandorla ammorbidita con acqua, in modo tale da simulare il manto di lana.” [gallery ids="19221,19211,19212,19220,19214,19213,19215,19216"] (foto di Pasquale Pitrone)

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