Venerdì 27 Novembre 2020

5StarWines, Al-Cantàra premiata con sette etichette nella Guida 2021

RANDAZZO (Ct). Si posiziona al secondo posto su scala siciliana, preceduta dall’azienda Milazzo di Campobello di Licata, con otto vini nella sezione bio dello stesso concorso. Mentre a livello nazionale, è sesta per il numero delle etichette in elenco.
L’azienda vitivinicola Al-Cantàra di Randazzo (Ct) conquista sette etichette nel Book 2021 “5StarWines”, il concorso del Vinitaly che premia i migliori vini d’Italia.

Al-Cantàra è l'unica azienda dell’Etna con 93 punti per il bianco “Luci Luci” 2018 (Etna Bianco Doc da uve carricante) e il rosso “La Fata Galanti” 2017 (Igp Terre Siciliane da uve nerello cappuccio); a seguire con 92 punti “Occhi di Ciumi” 2018 (Etna Bianco Doc); con 91 “Cappiddazzu Paga Tuttu” 2017 (Igp Terre Siciliane da uve cabernet sauvignon); seguono con 90 punti “Lu Veru Piaciri” 2016 (Etna Rosso Doc da nerello mascalese), “Ciuri di Strata” 2018 (Doc Sicilia Bianco) e infine “A Nutturna” 2018, Igp Terre Siciliane da uve di nerello mascalese vinificate in bianco.

Tutti i risultati sono consultabili qui https://bit.ly/2YGLsec, mentre la sezione bio è qui https://bit.ly/3i7VNaV

“Avere sette dei tuoi vini segnalati in una guida di altissimo livello come la 5StarWines del Vinitaly – commenta Pucci Giuffrida - è un onore e una gioia immensa sia per chi li produce che per chi, in cantina, segue l’evoluzione e cura i dettagli dei vini. Il vino è un prodotto dell’uomo, dell’intuizione di un enologo che interpreta e valorizza le caratteristiche pedoclimatiche di terreni e contrade, e della fatica di chi tra i filari - dall’alba al tramonto, col sole o con la neve – perpetua gesti antichi in tutte le stagioni. Per questo voglio condividere questo riconoscimento con tutta la squadra di Al-Cantàra: con il nostro enologo, Salvatore Rizzuto, che da anni valorizza ogni cultivar, dalla più antica vigna di pre-fillossera, testimone e memoria della grande biodiversità dell’Etna, a quelle più recenti; e condivido con le maestranze, uomini e donne dei paesi dell’Etna, storicamente legati alla cultura del vino e ricchi di saperi e know-how sui metodi di coltivazione tradizionale che Al-Cantàra, in fase di fermentazione, integra con soluzioni tecnologiche per migliorare l’espressione dei singoli vitigni. Un riconoscimento, infine, che ci incoraggia a proseguire ed arricchire la produzione di Al-Cantàra con nuovi “linguaggi alcolici” ai quali lavoriamo da tempo: sono in arrivo la Grappa e, in autunno, le “bollicine”, ossia lo Spumante extra-brut metodo classico, che sta completando il ciclo di quattro anni di maturazione. Entrambi, com’è nostra tradizione, avranno un nome assai evocativo e legato alla letteratura e alla cultura siciliana”.

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