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Avvinando: quattro espressioni di Grillo alla masterclass di Pellegrino

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Avvinando: quattro espressioni di Grillo proposte alla masterclass di Pellegrino “4 grilli per la testa”. L’azienda, 135 anni di storia e sette generazioni, riesce ad esprimere la diversità altimetrica e climatica della Sicilia Occidentale attraverso i suoi vini. Nell’ambito della manifestazione Avvinando Wine Fest dell’11 e del 12 maggio ai Cantieri Culturali della Zisa di Palermo, l’azienda si è raccontata in particolare con un vitigno che ha origine proprio nella parte occidentale della Sicilia. Presentato in occasione anche il Marsala Revolution, una reinterpretazione del vino per onorare gli inglesi che in passato ne promossero la produzione.

Tenute Pellegrino: quattro territori di diversa vocazione

Carla Spatafora, brand ambassador della cantina, ha moderato l’incontro e presentato l’azienda. Gazzarotta, Salinario, Rinazzo, e Kelbi sono i nomi delle quattro tenute dell’azienda, ognuna con diversa vocazione. L’altitudine di cui godono le vigne di Gazzarotta ne fanno la tenuta più adatta per la coltivazione di Nero d’Avola; Rinazzo è caratterizzata da terre un po’ più aspre e che si prestano quindi a vitigni più flessibili alle difficoltà del territorio, come il Syrah. È chiamata “il giardino rigoglioso”: Kelbi svela la ricchezza di un territorio di opulenza e storia; Salinaro, come dice il termine stesso, fagocita sentori provenienti dal mare e del vento africano. Nonostante le diverse vocazioni le tenute hanno come comune denominatore la capacità trasmettere e valorizzare la bellezza della Sicilia Occidentale.

Un piccolo excursus è stato fatto anche sulla storia del vitigno, nato un tempo per dare valore e aromaticità al Marsala, privilegiato solo per l’alcolicità, ma che si scopre in seguito capace di realizzare secchi molto interessanti. Nato nel 1874 e chiamato anche “Riddu” dopo essere diventata l’uva d’eccellenza per la produzione del Marsala conosce un periodo di trascuratezza per poi essere rivalorizzato. Oggi è uno dei vitigni più gettonati e capaci di realizzare prodotti eleganti e dalla aromaticità persistente. Il Grillo permette di dare vita a vini dalle diverse sfumature: c’è chi preferisce accentuare le note erbacee e chi quelle ossidative. Gran parte viene coltivato in biologico e spesso, come avviene nella cantina Pellegrino, si conserva l’usanza della raccolta a mano. Il sommelier e relatore AIS Luigi Salvo ha guidato la degustazione delle quattro espressioni di Grillo. Sono stati degustati In quest’ordine: “Il Salinaro”, Grillo in purezza 2018; Gazzerotta, Grillo Superiore 2017; Marsala Vergine Soleras; Bip Benjamin 2013 Marsala Superiore Riserva.

Il Salinaro Grillo 2018

Imprescindibile l’influenza della posizione fronte mare. Alla vista grande lucentezza e vivacità, risultato di una vendemmia abbastanza precoce. Il colore è un paglierino accattivante. Il vino proviene da un terreno sabbioso e calcareo, caratterizzato quindi da un ottimo drenaggio e da una buona struttura. Il floreale che ricorda il gelsomino, l’acacia e gli agrumi rendono il Grillo riconoscibile, ma svelano anche un vino non troppo evoluto con alcuni sentori di ortica e pepe verde. Un vino di una certa importanza e beva, autore di un forte appeal nei consumatori.

Gazzerotta Grillo Superiore 2017

Vino molto ampio dal punto di vista olfattivo. Presenta, rispetto al primo, una nota argillosa più spiccata. Durante la sua degustazione si presentano dei toni vari, come se il vino rivelasse diverse sfaccettature a contatto con l’ossigeno. Pur presentando una nota sapida in meno rispetto al precedente, ha anch’esso una struttura più interessante, (forse? Sicuramente 😉 …) più propensa all’invecchiamento, alla conservazione. Ciò è dovuto alla diversa posizione: ricordiamo che nella tenuta Gazzerotta i vitigni sono posizionati ad un’altitudine di 200-250 m.

Marsala Vergine Soleras

Vino complesso, così come il suo metodo. L’invecchiamento con metodo Soleras per oltre 5 anni in botti di rovere fa scaturire un prodotto complesso, ambrato, un buon vino da meditazione e fine pasto. Fortemente presente all’olfatto con un’importante nota alcolica, i suoi sentori di nocciola tostata e miele d’acacia al gusto lo rendono un buon compagno di dolci secchi, cioccolato, sigari.

Bip Benjamin Marsala Superiore Riserva 2013

Protagonista del Marsala Revolution, la reinterpretazione del vino Marsala da parte dell’azienda. Bottiglie che strizzano l’occhio alla mixology, il rilancio quindi del Marsala in miscelazione. Il “Bip” è il soprannome del Benjamin inglese facente parte di coloro che hanno creduto nelle potenzialità del vino. La fermentazione viene arrestata con acquavite invecchiata di almeno 5 anni in fusti di rovere. Presenta un colore luminoso. Chiaro e leggiadro all’olfatto lascia al gusto sensazioni floreali, di mandorle tostate e caramellate. Dotato di una particolare freschezza palatale e di una sensazione alcolica non intensa, ma leggera e gradevole.

 

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