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Festino, Da Josè si festeggia con le “Bombe”

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PALERMO. Si respira aria di festa a Palermo. Manca poco all’arrivo dell’attesissimo Festino che porta con sè un carro di tradizioni gastronomiche. Cibi che fanno parte dell’usanza popolare palermitana: non solo anguria e babbaluci, ma anche dolci che hanno segnato un’epoca. Nel quartiere Romagnolo, famosa per gli ex Bagni Petrucci e i Bagni Virzì, indimenticabili i “pezzi duri”, tranci di gelato che resistevano più a lungo alle alte temperature estive. La pasticceria Da Josè dà il benvenuto alla giornata dedicata alla Patrona di Palermo festeggiando a suon di “Bombe”.

Appuntamento a giovedì 11 luglio alle ore 21:30 in via Messina Marine, 267 per un percorso degustazione che proietta verso un viaggio a ritroso nel tempo.

La famiglia D’Amico mantiene viva la tradizione del pezzo duro realizzato nelle storiche varianti: bomba e giardinetto.

I gusti spaziano dalla classica cassata all’antica, al caffè; al parfait; alla nocciola; alla fragola, limone e pistacchio; al riso paradiso con chantilly al cioccolato fino al torrone. La parte centrale, conosciuta come il tesoretto, è ricca di cioccolato canditi e mandorle.

Ticket degustazione “Pezzo duro” euro 3,00, ingresso libero.

Paticceria Da Josè
Via Messina Marine, 267 – Palermo

Ingresso libero

Ticket degustazione “Pezzo duro” euro 3,00

Tel. 091 621 4405

La bomba

L’invenzione del cono gelato e del gelato d’asporto rappresentano modi nuovi e recenti di gustare il gelato. Fino a quarant’anni fa vi erano i famosi “Pezzi Duri alla napoletana (perchè furono i primi a introdurre questo sistema di raffreddamento negli stampi) resistenti nel trasporto, ma soprattutto emblema d’una élite nobiliare Ne esistevano svariate tipologie (la mattonella, la charlotte, le granate, gli stracchini alla napoletana) ma la più celebre fu la “bomba gelato”.

Il termine “bomba” deriva dal fatto che i vecchi maestri gelatieri, impossibilitati economicamente nell’acquisto di forme metalliche nuove, raccoglievano le ogive delle bombe le quali venivano poi riempite di gelato, scavate al centro e farcite con la meringa all’italiana arricchita con canditi e scaglie di cioccolato (la meringa poi venne sostituita dalla panna).

Finirono per diventare il must della gelateria palermitana, tanto che negli anni ’70 e ‘80 vi fu un gran via vai di bombe che dalla città partivano per giungere nelle varie case di villeggiatura diventando motivo d’incontro e di convivialità.

In merito al gusto “cassata” ricordiamo che la ricotta d’estate non esisteva, l’unico nome di gelato alla “cassata” si riscontra nella famosa bomba alla cassata siciliana in formato di pezzo duro.

 

 

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