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Cefalù, Le Calette apre alla stagione estiva: la Sicilia nei piatti firmati dallo chef Nunzio Tomasello

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CEFALU’. Un luogo dove vivere, respirare emozioni e condividere il piacere del cibo. Un ambiente elegante dove trovano espressione, oltre alla creatività del design, l’intuizione e la lungimiranza di ogni progetto capace di avvolgere il cliente a 360 gradi. Il complesso “Le Calette”, che si affaccia nella splendida cornice di Cefalù, apre la stagione estiva con un bagaglio di novità: dallo chef al nuovo direttore. Orogastronomico ha vissuto due giorni all’interno del Resort e ne racconta le emozioni.

 Le Calette Resort…N°5

Spazi che creano una vera e propria atmosfera, capace di accogliere i clienti e condividere in essa nutrimento per il corpo e per l’anima. Ne sono una prova le camere: moderne, accoglienti e luminose. Arredate in stile contemporaneo, si fondono con dettagli classici.

Il pezzo forte è la terrazza che si affaccia sul mare. Così, ci si sveglia ammirando all’orizzonte il porticciolo turistico e, al contempo, la Rocca, il promontorio che sovrasta la cittadina normanna. E si saluta la giornata a bordo piscina, di fronte a un tramonto che lascia senza fiato. Percorrendo il piccolo sentiero si passa dalla terrazza sul mare del Calette Reef fino all’incontaminata e solitaria Caletta selvaggia.

 Keswan Monien, una ventata di aria nuova

La proprietà è guidata da Francesca Cacciola e Angelo Miccichè. Il neo arrivato è Keswan Monien, direttore della struttura, che ha cercato di portare una ventata di aria nuova all’interno del cinque stelle. Complice la sua esperienza: 12 anni al Grand Hotel Villa Igiea di Palermo, di cui 6 come direttore operativo.  “L’obiettivo – spiega Monien – è portare l’intera struttura alla categoria 5 stelle (al momento lo è solo una parte) entro l’inizio della stagione 2019. Per questo motivo chiuderemo il 26 ottobre 2018 per iniziare i lavori di ristrutturazione e di costruzione del nuovo centro benessere che sarà diviso in fitness e spa”.

Rizz ì mari e Calaluna 

Sono due i ristoranti a Le Calette: Rizz ì mari e Calaluna. Rizz’ì mari è il ristorante panoramico al primo piano della struttura principale; Calaluna è situato su una terrazza che affaccia sul mare della caletta selvaggia. Un’esplosione di emozioni che tocca corpo e anima.

Lo chef Nunzio Tomasello

Altra importante novità è l’executive chef de Le Calette. Nunzio Tomasello, classe ’79, porta nei piatti del resort l’esperienza acquisita negi anni. Un’esperienza partita proprio dal Grand Hotel Villa Igiea a Palermo. Ma ad influire maggiormente nel suo perfezionamento è il Therasia Resort a Vulcano, nell’arcipelago Eoliano, che lo vede nella cucina del suo prestigioso ristorante per 5 anni, 4 dei quali trascorsi a fianco dello chef Crescenzo Scotti, di cui diventa stretto collaboratore.

L’emozione più grande vissuta da Nunzio è l’arrivo della prima stella Michelin per il ristorante Il Cappero. Concluso al Therasia, lo chef si trasferisce a Taormina, al Grand Hotel Timeo come sous chef. Nunzio capisce che è venuto il momento di fare il grande salto, di intraprendere cioè la carriera da solista. L’occasione gliela danno i proprietari de Le Calette che gli affidano la direzione delle cucine di questa struttura a 5 stelle.

Una cena a 5 stelle

Una singolare occasione per gustare la cucina dell’executive chef: una cena riservata a pochi dove Nunzio ha proposto alcuni piatti del suo nuovo menu. Ad accompagnarli, i vini dell’Abbazia Santa Anastasia di Castelbuono in provincia di Palermo. Lo chef de Le Calette nei suoi piatti mette tradizione, territorialità e semplicità. La strada verso l’equilibrio tra proporzione delle pietanze (in alcuni casi abbondanti) e gusto (a volte il piatto necessita di quell’azzardo in più per toccare il cielo) deve ancora arrivare, ma non è lontana.

L’antipasto

Il tonno rosso scottato alle erbette con crema di ceci neri, caviale di lumaca, sesamo al wasabi e insalata di favette all’origano. Piatto che ha emozionato attraverso l’equilibrio dei sapori. Tocco elegante e incisivo il contrasto con il caviale di lumaca.

Il primo

Un risotto pila vecia vialone nano con gamberi di Mazara, limone primo fiore, polvere di capperi di Salina mantecato con ricotta di bufala. Un piatto che ha incantato i palati. Perfetta cottura del riso che ha messo insieme un’equilibrata armonia di sapori del mare e del territorio della bella Cefalù. I limoni e i capperi si sposano bene con la nota fresca della ricotta di bufala siciliana.

Il secondo

Una ricciola in sfoglia di lardo di maialino dei Nebrodi, maionese di pomodoro secco del Belice, cipolla rossa in agrodolce e mandorle tostate di Noto. Un piatto particolare. Fin troppo saporito. Coperto dal gusto forte del lardo e del pomodoro. Ben cotto. Buono nell’insieme.

 Il dolce

Pistacchio di Bronte e le sue consistenze. L’oro verde viene servito in tre consistenze: quella morbida del parfait, una spuma e quella croccante dei pistacchi tostati. La porzione è esagerata e manca, a mio parere, del gusto forte del croccante. Ma, a parte qualche sottile dettaglio, una volta giunto al palato, dona una piacevole sensazione di morbidezza. Un buon finale.

Nella cucina firmata Nunzio Tomasello c’è davvero la Sicilia: odori, profumi, sapori e colori ricordano la storia di una Terra. E, in alcuni casi, anche la tavola della nonna. Quella di Nunzio è una buona cucina che unisce innovazione e tradizione, nell’incostante ricerca dell’equilibrio perfetto.

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