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Quattro Venti, quattro anni, quattro piatti e quattro vini: Buon compleanno!

quattro venti

PALERMO. Con l’occasione del quarto compleanno, il ristorante Quattro Venti Comfort Food di Palermo, ha voluto festeggiare proprio con un quartetto di piatti che rispecchiano in pieno il concept del locale. Quattro piatti e quattro vini d’eccezione nel corso di una cena, per festeggiare questi quattro anni dall’apertura.

Il comfort food è l’idea che identifica il ristorante. L’obiettivo, centrato in pieno, è proprio quello di mettere a proprio agio i clienti e farli sentire come a casa. Cucina a vista, luci calde, arredamento semplice ma elegante e raffinato.

Lo chef  Filippo Ventimiglia ha proposto i cavalli di battaglia di Quattro Venti. Quattro piatti che, sin dalle origini hanno contraddistinto la forza di questo ristorante. Quattro piatti saporiti, decisi e siciliani che rispettano le materie prime di ottima qualità e le valorizzano con un tocco siciliano e accompagnati da una serie di vini d’eccezione.

La cena è stato un climax ascendente che ha visto come protagonista la Sicilia, sia pur rivisitata con tocchi di estro e modernità. Piatti belli e corposi, raffinati ma decisi sono stati i veri protagonisti della serata.

Il menù di compleanno del ristorante Quattro Venti

Siamo partiti da uno starter di sfincione e salmone affumicato, che ha solo aperto la strada all’antipasto.  Protagonista e piatto d’eccellenza del ristorante, presente sin dalla sua apertura: parmigiana di pesce con ragù di seppie.

Già dal titolo del piatto, è possibile evincere tutta la tradizione siciliana, ma anche la sua rivisitazione. Infatti, come ha affermato il contitolare nonché chef Filippo Ventimiglia: «Cibo siciliano non è la pasta con le sarde quanto piuttosto la materia prima siciliana. È possibile anche mangiare una cacio pepe, 100% siciliana, perché sono gli ingredienti a fare la Sicilia. Pasta con grani siciliani, caciocavallo siciliano e bottarga di tonno e un piatto della tradizione romana diventa siciliano».

Gabriele Amato e Filippo Ventimiglia

Il tutto accompagnato da un Nebbiolo d’alba Spumante metodo Classico Brut Rosè doc “Cuvage”.

All’insolita parmigiana è seguito il primo: paccheri freschi con triglie, pesto di finocchietto selvatico e mollica tostata alle mandorle ed un secondo Trancio di mupa nera di Ustica con guazzetto di cozze e vongole allo zafferano.

 

A queste portate sono stati accompagnati rispettivamente un Rapitalà “grand Cru” e un Paolo Calì Manene Cerasuolo di Vittoria Doc, Classico Oromoro.

La freschezza e la ricercatezza nella selezione delle materie prime è stata evidente. Infatti, come ha spiegato Gabriele Amato, contitolare: «Il pesce lo ordiniamo proprio durante la notte, a Porticello, così da garantirci non soltanto la priorità nella scelta, ma anche la freschezza dello stesso e non acquistiamo mai tranci, ma sempre e soltanto l’intero pesce che provvediamo poi noi a tagliare, pulire e preparare»

Sua maestà il dolce 

Last but non least, il dolce: semifreddo al croccante di scaccio con riduzione di moscato,  accompagnato da un distillato di nero d’avola e infuso di scorze d’arancia. Anche nel dolce il concept del locale è stato rispettato in tutta la sua interezza. La presenza dello scaccio, tipico elemento della tradizione siciliana, ha conferito al dolce un tocco salato e croccante, in ossequio alla volontà dei titolari di rendere omaggio alle materie prime siciliane.

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